Mulas Luisa

Docente: ordinario
Telefono: 070.675.6303
Reperibilita: negli orari di lezione, di ricevimento, o per e-mail
Orari:

Note

 

ricevimento: martedì ore 10-11 (studio 20, 2° piano), oppure per appuntamento

Didattica



Curriculum Vitae

Gli interessi scientifici della docente si sono orientati, nel tempo, verso i seguenti campi di indagine.

I. Letteratura italiana dell’Ottocento. In quest’ambito ha studiato con particolare attenzione le forme della novella e del romanzo nell’area della Scapigliatura milanese, ricercando in quelle sperimentazioni narrative i nessi con tanta maggiore letteratura coeva e posteriore. Alla novellistica dei narratori scapigliati e del tardo Ottocento ha dedicato i volumi Modi e strutture della comunicazione narrativa. Il racconto breve da Dossi a Pirandello (Torino, Paravia, 1978) e Principi di analisi del racconto (Pubblicazioni dell'Istituto di Lingua e Letteratura Italiana - Facoltà di Magistero, Cagliari, 1977), entrambi in collaborazione con Giovanna Cerina. Di qui l'interesse per l'opera del Verga protoverista dei primi anni milanesi, sensibile alla lezione degli scapigliati (Gli esordi novellistici del Verga, in " Annali della Facoltà di Magistero", Università di Cagliari, Nuova serie, vol. I, 1976, Sassari, Gallizzi, 1977), e per quella diversamente sperimentale del Verga delle Rusticane (Le ironie del narratore nel "Reverendo" di Giovanni Verga, in Dalla novella rusticale al racconto neorealista, a c. di S. Maxia e G. Pirodda, Roma, Bulzoni, 1979), nonché per il romanzo di impianto genericamente verista e post-verista, anche di quello sardo (ha curato per le edizioni Ilisso, nel 1997 l'edizione dei romanzi Don Zua e Vergini bionde del pittore-scrittore nuorese Antonio Ballero,  e nel 2005 l’edizione del romanzo L'incendio nell'oliveto di G. Deledda). Dallo studio della letteratura del 2° Ottocento e di parte del Novecento nasce anche, nel 1995, l’ampio rifacimento del manuale di Storia della Letteratura Italiana di Carlo Salinari e Carlo Ricci per l’editore Laterza, con la riscrittura integrale dei capitoli dedicati alla Scapigliatura, a Verga e il verismo, e a Pasolini. Ha studiato la letteratura Otto-Novecentesca in Sardegna, oltre che nei romanzi di Deledda e di Ballero, anche nel genere della storiografia letteraria (Letteratura delle regioni d'Italia. Sardegna, "La grotta della vipera", nn. 62-63, Cagliari, 1993), nei testi poetici compresi nei falsi d’Arborea (Carte "antiche " per la "nuova" Italia, in Le "Carte d'Arborea". Falsi e falsari nella Sardegna del XIX secolo, a c. di L. Marrocu, Cagliari, AM&D edizioni, 1997), nei romanzi di Giulio Angioni (Il gioco del mondo, in "Portales", 2001) e di Raffaele Puddu (Gli eroi ritornano. Sardegna e Spagna nei romanzi di Raffaele Puddu, in "Portales”, 2003). Fra i lavori di ambito ottocentesco, si segnalano a parte quelli sul linguaggio poetico di Giacomo Leopardi: La fine infinita (in Tra ricerca e impegno, a c. di C. Natoli, Roma, 2004) e "non compagni, non voli". Una nota di lessicografia leopardiana  (in Saggi in onore di Sandro Maxia, a c. di G. Caltagirone, Cagliari, AM&D Edizioni, 2005).

II. Letteratura italiana dalle origini al Seicento. Il genere novellistico è stato filo conduttore della ricerca anche lungo quest’arco cronologico della nostra letteratura. Ne ha studiato i testi canonici: il più antico libro italiano di novelle, l’adespoto Novellino (Piani di lettura nella IV del "Novellino", in Dai "fiori di parlare" al "Giardino incantato". Proposte per un uso didattico del testo letterario, a c. di G. Pirodda, Padova, Liviana, 1981; Lettura del "Novellino", Roma, Bulzoni, 1984 ) e il Decameron ("Decameron" tragico, in Una lezione sempre viva. Per Mario Baratto, dieci anni dopo, a c. di F. Bruni, S. Maxia, M. Santagata, Roma, Bulzoni, 1996; Critica testuale e “usus narrandi”: Rinaldo d’Asti?, in Studi offerti a G. Cerina e  G. Pirodda, a c. di C. Lavinio, Nuoro, Ilisso, 2007). Ha osservato il dispiegarsi della narratio brevis in altri generi e forme testuali, dal dialogo cinquecentesco (Funzione degli esempi, funzione del "Cortegiano", in La corte e il "Cortegiano". I- La scena del testo, a c. di C. Ossola, Centro Studi "Europa delle corti", Roma, Bulzoni, 1980), al romanzo  (Un don Chisciotte italiano di fine Cinquecento?, in AA.VV., Con gracia y agudeza. Studi offerti a Giuseppina Ledda, a c. di A. Paba, Roma, Aracne, 2007), e alla prorompente varietà d’uso del narrare in breve nella produzione letteraria seicentesca (Selva di vario narrare. Schede per lo studio della narrazione breve nel Seicento, Roma, Bulzoni, 2000, con M.A. Cortini). Sintesi di questo percorso e insieme aperture di nuove prospettive di ricerca si possono considerare i saggi Dalla Favola all’Historia e ritorno (in Selva di vario narrare cit.) e Le forme brevi: la forma raccolta dalle “Ciento novelle antike”  alle “Cento novelle amorose dei signori accademici Incogniti", in Le forme del narrare, Atti del VII Congresso Nazionale dell'ADI, Macerata, 24-27 settembre 2003, Firenze, Edizioni Polistampa, 2004). La docente ha dedicato le sue ricerche anche ad altri generi  della letteratura Cinque-Seicentesca: al  dialogo, soprattutto studiato nelle sue teorie nei saggi La scrittura del dialogo. Teorie del dialogo tra Cinque e Seicento (in Oralità e scrittura nel sistema letterario, Roma, Bulzoni, 1982, un volume curato insieme a G. Cerina e C. Lavinio a conclusione di un convegno dallo stesso titolo promosso e organizzato dalle tre curatrici nel 1980, di cui si veda anche il resoconto Oralità e scrittura nel sistema letterario, in "Quaderni Storici", n. 44, Ancona-Roma, 1980) e  La escritura del diálogo. Teorías del diálogo entre los siglos XVI y XVII, in Estudios sobre el diálogo renacentista español. Antología de la crítica, A. Rallo Gruss y R. Malpartida Tirado eds., Málaga, Servicio de Publicaciones de la Universidad de Málaga, 2006); all’epistolografia, studiata attraverso la controversa figura di Pietro Aretino (nel saggio Le "Lettere scritte a Pietro Aretino": disegno e fini della raccolta, in "Annali della Facoltà di Magistero dell'Università di Cagliari", nuova serie, vol. XV, parte III, Miscellanea in onore di Jordi Carbonell, Cagliari, 1992; nell’edizione, curata insieme a G. Floris, delle Lettere scritte a Pietro Aretino, 3 voll., Roma, Bulzoni, 1997; nello studio su L'Aretino e i Medici, in Pietro Aretino e la cultura del Rinascimento, a c. di Michael Lettieri, S. Banchieri, R. Buranello, atti del Convegno di Toronto, Ottobre 1992, in Pietro Aretino nel cinquecentenario della nascita. Atti del Convegno di Roma-Viterbo-Arezzo, Toronto, Los Angeles, t. II, Roma, Salerno, 1995); da ultimo al teatro (avendo curato l’ed. di U. FLORIS, Teorici, teologi e istrioni. Per e contro il teatro nella Francia del Cinque-Seicento, Prefazione di G. Fasano, Roma, Bulzoni, 2008). Tra i generi letterari di “antico regime” la docente studia inoltre il genere principe della narratività, il poema, con particolare attenzione alla Commedia di Dante e alla Gerusalemme liberata di Tasso (Dante, de ira (Inf. VII, VIII, IX e passim), in "Annali della Facoltà di Magistero dell'Università di Cagliari", nuova serie, vol. XVIII, parte I, Università di Cagliari, 1994; Il "De Monarchia" fonte segreta della "Gerusalemme Liberata", in Regards sur la Renaissance italienne. Mélanges de Littérature offerts à Paul Larivaille, Etudes réunies par M.F. Piéjus, Université de Paris X-Nanterre, 1998 ; Ferrante Carafa e la "Vita di Carlo V" di Lodovico Dolce, in Sardegna, Spagna e Stati italiani nell'età di Carlo V, a c. di Bruno Anatra e Francesco Manconi, Roma, Carocci, 2001;  Il senno e la mano di Goffredo. Sul terzo verso della "Gerusalemme" (liberata e conquistata), in "Letterature straniere &", n. 6, a c. di L. Sanna, 2004; La voce di Armida, in Ricerche tassiane, a cura di R. Puggioni, Roma, Bulzoni, 2009)